ARCHIVIO GITE 2026: Cima Cars 2217 m
19 settembre 2026
Dopo aver trascorso le vacanze a casa mia a Ferrara, non c’era modo migliore per ricominciare a camminare in montagna! La Valle Ellero si è rivelata una bellissima sorpresa.
Ci siamo trovati al Motor Village e alle 6:30 siamo partiti verso il Parco Naturale del Marguareis. Durante il viaggio, la Val Stura di Demonte era immersa in uno splendido mare di nebbia che, insieme al cielo grigio, annunciava piano piano la fine dell’estate. Dopo una breve sosta caffè nel simpatico paese di Roccaforte Mondovì, siamo arrivati al rifugio Pian delle Gorre. Circondati da maestosi abeti bianchi, faggi e pini, abbiamo parcheggiato, sistemato gli zaini e ci siamo messi in marcia.
Dopo un breve tratto su strada, abbiamo svoltato a sinistra per addentrarci lungo il sentiero nel bosco. Arrivati al Pian del Creus, ci si è aperto davanti un panorama mozzafiato: il grigio del primo mattino aveva lasciato il posto a un cielo limpido, punteggiato da soffici nuvole bianche spinte dal vento. Al posto degli alberi, ad accoglierci c’era un grande prato verde sorvegliato a sinistra dalla Punta Bartivolera.
Ma la nostra meta era un’altra, quindi abbiamo proseguito. Ed eccoci finalmente nella Valle Ellero! Pareti verdi incorniciate da imponenti rocce che il vento avvolgeva nelle nuvole. Abbiamo risalito la valle passando accanto a piccoli rifugi, fino a lasciarcela alle spalle per salire verso la Cima Cars, ormai immersi anche noi tra le nuvole.
In questo tratto di salita, per quanto breve e tranquillo, i due mesi trascorsi in pianura a 9 metri sul livello del mare — tra riposo e cappellacci di zucca — si sono fatti sentire tutti! Ma camminando lungo la cresta siamo arrivati in vetta: giù gli zaini e fuori i panini!
Dopo una pausa di una mezz’ora, ci siamo rimessi in piedi per la classica foto di gruppo e abbiamo iniziato la discesa. Vista dall’alto, la Valle Ellero si è rivelata ancora più spettacolare. Rilassandoci lungo il rientro nel bosco, abbiamo goduto dei profumi della vegetazione scaldata dal sole pomeridiano e dei primi caldi colori autunnali. Una volta tornati al rifugio, ci siamo fermati per la birra di rito prima di ripartire verso casa.
Ma magari qualcuno tra voi, esperto della zona, si starà chiedendo: “E la vista da lassù, dalla Cima Cars? Si vede tutto: la Pianura Padana, il Massiccio del Marguareis, il Monviso! Non ti ha fatto effetto?” Beh, come insegna la legge di Murphy, quello che non doveva accadere… è accaduto. Una volta in cima eravamo completamente inghiottiti da una densa nuvola, che ci ha fatto compagnia per tutta la sosta. Ma sapete che c’è? Questo significa solo una cosa: che un giorno dovrò tornarci. E sinceramente, la cosa non mi dispiace affatto!
Un ringraziamento speciale a Davide, che ci ha fatto da guida, e alla simpatica Marta: durante il viaggio di ritorno ci hanno svelato i segreti della cucina piemontese e dispensato ottimi consigli sui locali di Torino per i fuori sede presenti in macchina.
Riccarso Talassi
Foto Davide Forni
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