ARCHIVIO GITE 2018: Monte Legnone 2609 m

23-24 giugno 2018

Magnifica sentinella ed estremo baluardo delle Orobie verso ovest, il monte Legnone, oltre ad essere la vetta più alta della provincia di Lecco, è una delle cime più belle e panoramiche delle prealpi. Le sue pendici, ricoperte di fitti boschi e altre più di 2000 metri, precipitano a ovest su Colico ed il suo lago, a sud sulla Val Varrone e a nord sulla Valtellina, mentre verso est prende origine la lunga dorsale delle Orobie.

L’importante escursione impegnativa al Monte Legnone mi è stata suggerita dal nostro affezionato socio “geatino biellese brianzolo” Egidio Bona, già accompagnatore giovanile del CAI di Lecco.
Immessa nel calendario gite per il 23 e 24 giugno, con bella collaborazione per l’informazione e notizie sul percorso.
Non potendo effettuare la ricognizione, ho richiesto a Egidio una collaborazione sul posto e con immediata disponibilità hanno dato la loro partecipazione Matteo Spreafico (accompagnatore Nazionale di Alpinismo Giovanile del CAI di Lecco) e Vincenzo Toscano (giovane accompagnatore Sezionale Giovanile del CAI di Lecco), attento e premuroso.
Il meteo ci ha preoccupato sino alla vigilia della partenza, ma è rimasta solo una preoccupazione e i due giorni si sono svolti come da programma; o quasi…
L’adesione dei partecipanti è arrivata da più parti: soci GEAT-CAI TO, CAI di Bizzarone e CAI di Corsico. Sabato 23 siamo quindi giunti da più parti tutti insieme, con l’auto, alle ore 12 a rifugio Roccoli di Loria 1445 m.
La giornata è splendida, l’ambiente bucolico tra faggi, larici e un piccolo laghetto tra verdi prati.
Saliamo nel pomeriggio al vicino Legnoncino, cuspide panoramica sui tre rami del lago di Como, con vista in primo piano sul monte Legnone, del quale già pregustiamo la salita.
Ottima cena, convivale, tipicamente da rifugio, un bel rifugio CAI.
Domenica 24 partiamo alle 7,20, incrociando il nostro sguardo con i raggi del sole. L’organizzazione prevede i contatti con tre radio: Antonio davanti, Paolo ultimo e Franco che rimane al rifugio con Rosalba e Mariateresa e ci sentirà durante la salita.
L’andatura iniziale è già selettiva e si hanno i primi distacchi del gruppo. All’alpe Agrogno 1636 m troviamo ad attenderci solo Matteo. Gli altri sono già in fuga, anche Paolo che doveva restare di chiusura con la radio.
L’ambiente merita delle fermate per fotografare con la luce favorevole del mattino. Numerosi cespugli di rododendri in fiore; in primo piano le montagne della zona. I riflessi e panorami del lago e all’orizzonte le nuvole scorrono sul Monte Rosa e Cervino.
Il distacco aumenta, la fuga continua. Ancora all’arrivo al bivacco del Legnone “Ca de Legn” 2150 m, io e Silvia siamo di poco in ritardo sulla tabella. Nessuno ci ha aspettato: questo mi scoccia …assai; un classico dell’accoppiata Antonio e Paolo. Con noi rimane Vincenzo.
Silvia si ferma al bivacco: il tempo è bello, non vi sono pericoli ed è in compagnia di cuccioli di stambecco. Io e Vincenzo proseguiamo per gli ultimi 300 m di salita impegnativa, ma attrezzata nei punti più tosti.
Raggiungiamo Antonello e Stefania, anche loro soli, e tutti e quattro insieme raggiungiamo la dorsale della cima, dove incontriamo, stupiti del nostro arrivo, gli altri già in discesa. «E la radio?» chiedo a Paolo. nello zaino …spenta!! (!!@!ↄῷ§ᶕ¡¡) Prendo io la radio.
Vincenzo, Antonello, Stefania e io, raggiunta la cima, ci fermiamo 20 minuti. Un largo spiazzo, su questa stupenda vetta piramidale, ospita una possente croce, una piccola cappelletta, una tavola orientativa sulla quale sono indicate le cime visibili nelle belle giornate – dal Monviso al Glosglockner, l’intero arco alpino.
Nel frattempo ci raggiungono, partiti questa mattina da Bizzarone, Biagio e Marina, per incontrarci. Molto bello questo tocco di amicizia che dà valore aggiunto alla gita.
Ci sentiamo via radio durante il percorso della discesa fino al bivacco, che richiede attenzione.
Finalmente siamo tutti riuniti al bivacco e alle 16,30 siamo al rifugio.
Partecipanti 18, in cima 14.
Ciao, alla prossima.

Gianfranco Rapetta

 

La linea Cadorna

Le trincee e le altre installazioni militari risalenti alla Prima Guerra Mondiale sono ben visibili sul Monte Legnoncino, già a breve distanza dal Rifugio Roccoli Lorla.
Così come il Legnone, anche il territorio del Monte Legnoncino fece storicamente parte della cosiddetta Linea Cadorna (o Frontiera Nord). Tutte le strutture difensive realizzate sui suoi versanti non furono comunque mai utilizzate durante la Prima Guerra Mondiale, non essendosi verificata la temuta invasione da Nord. Le installazioni militari sono state recuperate a fini turistici dal 2015 per la ricorrenza del centenario del primo conflitto mondiale: si segnalano soprattutto le postazioni per le mitragliatrici, le sezioni di trincee e quelle di camminamento sotterraneo.Ai Roccoli d’Artesso troviamo inoltre quelle che furono le piazzole delle cannoniere (oltre che una stazione di inanellamento dell’avifauna).

Con il gruppo CAI GEAT di Torino ci troviamo vicino a Lecco per poi arrivare a destinazione tutti insieme; compreso le 2 ragazze di Milano. Come “prova” della zona andiamo sul Legnoncino a metri 1711: una passeggiata visto che dal parcheggio alla vetta occorre un’ora scarsa e con un dislivello di circa 300 m; se si percorre la direttissima è di poco più impegnativa.
Arrivati al primo pianoro si apre un panorama verso la foce del fiume Adda e l’alto Lario spettacolare: dalla cima del monte Disgrazia, val Masino. Val Codera , lago di Mezzola e la val Chiavenna con le sue Cime, a Sud gran parte del ramo di Como: Menaggio e la val Cavargna, lago di Lugano ( Ceresio), san Primo, la vetta più alta del triangolo lariano. Spicca inconfondibile il sasso Gordona (val Intelvi), quindi la cresta del monte Generoso e poi peccato per la foschia che nasconde il Sacro Monte di Varese e il gruppo del Rosa.
Il Legnoncino è famoso e conosciuto per la trincea Cadorna: tutt’ora e visibile e ben mantenuta la “fortezza in galleria con vista a nord per l’ eventuale invasione tedesca, poi mai avvenuta.
Ritorno con assegnazione delle camere al rifugio Roccoli Orla, proprio vicino al parcheggio auto, dove Giuliana ci assegna le camere, mentre il marito ci prende per la gola con i suoi piatti straordinari cucinati in prima persona.
La domenica dopo la colazione si parte per la vetta del monte Legnone con i suoi 2609 m di altezza e con 1200 metri di dislivello.
Il “Legnone”, visto il suo profilo e la sua sagoma inconfondibile, che si distingue bene anche da lontano, per la sua locazione geografica è un ottimo punto panoramico: è la punta più alta tra la pianura padana, le prealpi e le alpi.
La salita è impegnativa sia per il dislivello. Gli stambecchi sembra che ci prendano in giro, dando lezioni di abilità di come si sale in montagna con i loro passi e balzi tra le rocce. Dopo il bivacco “Ca De Legn” a quota 2149, la salita è facilitata da staffe e corde fisse, per superare i punti più difficoltosi tra le rocce. Salendo si allarga la visuale panoramica, giunti in vetta il panorama è a 360°.

Antonello Capelli
Foto di Silvia Molinar, Antonello Capelli, Antonio Carretta, Gianfranco Rapetta

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